Ma quali diete: elogio alla “guantiera ‘e paste” domenicale
Il vassoio di dolci è una delle imperiture tradizioni partenopee del Sud in genere.
La “guantiera ‘e paste” la cui locuzione trae origine da una tradizione rinascimentale e nobiliare quando lo zucchero era sinonimo di ricchezza. Adagiare, quindi, i dolci su un vassoio, la famosa “guantiera” che anche il buon Manzoni cita nei promessi Sposi, diventa una consuetudine nei banchetti e soprattutto a Napoli grazie al re Ferrante I (Ferdinando in realtà) d’Aragona, una delle figure storiche del 400 più importanti.
Da allora quindi ed in continua evoluzione e stratificazione dei ceti, la tradizione del cartoccio di paste diventa sempre più uno dei baluardi imprescindibili legato a domeniche, ricorrenze, giorni festivi accompagnati rigorosamente da queste prelibatezze: sfogliatelle, babà, zuppette, code d’aragosta , deliziosa, graffe, tanto per citare solo alcune dei dolci della pasticceria napoletana. Decisamente la migliore al mondo, assieme a quella siciliana.
La Pasticceria Pintauro in una foto d’epoca estrapolata dall’archivio Carbone
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